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Benvenuti al riepilogo domenicale dei mercati. La scorsa settimana ha riservato agli investitori una forte dose di volatilità e i prossimi giorni si preannunciano ancora più interessanti alla luce delle riunioni cruciali delle banche centrali. I dati sull'inflazione statunitense, superiori alle attese, e il persistente shock petrolifero hanno innescato un'ondata di vendite su scala globale nel mercato del debito, spingendo i rendimenti obbligazionari a livelli che non si vedevano da anni. Prima che i mercati riaprano lunedì, vale la pena fare il punto sui fattori che influenzeranno il sentiment nei prossimi giorni.
Scenario Geopolitico
- Lo shock petrolifero in Medio Oriente mantiene i prezzi del greggio sopra i 100 USD. Nella seconda decade di settembre, la quotazione del Brent ha superato la soglia dei 100 USD al barile (toccando localmente i 101–105 USD nelle contrattazioni asiatiche), e anche il WTI statunitense ha temporaneamente oltrepassato tale livello. Si tratta di una reazione diretta all'escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e agli attacchi contro le petroliere, che hanno aumentato drasticamente il rischio di interruzioni delle rotte marittime attraverso stretti strategici quali Hormuz e Bab al-Mandab.
- L'offerta si contrae più rapidamente della domanda. Sebbene istituzioni come l'AIE (Agenzia Internazionale dell'Energia) o l'OPEC stiano rivedendo al ribasso le stime di crescita della domanda globale di greggio per il 2026, l'attenzione del mercato rimane concentrata sul lato dell'offerta. A causa delle ostilità, diversi milioni di barili al giorno di capacità produttiva nella regione restano temporaneamente indisponibili. I dati indicano che le scorte globali di petrolio sono già scese di circa 400 milioni di barili dall'inizio dell'anno, alimentando i timori legati alla disponibilità della risorsa prima della stagione termica nell'emisfero settentrionale. (Fonti: Reuters; Yahoo Finance; MarketScreener/OPIS; US EIA Short-Term Energy Outlook; Oil & Gas Journal)
I Temi Chiave di Oggi
- L'inflazione statunitense alza la posta in vista della riunione di mercoledì della Fed. In linea con i timori degli operatori, i dati di agosto provenienti dagli Stati Uniti hanno evidenziato la persistenza delle pressioni sui prezzi. L'inflazione di fondo (Core CPI — indice dei prezzi al consumo al netto di alimentari ed energia) è salita di circa lo 0,3% su base mensile (superando le attese dello 0,2%), trainata principalmente dal comparto dei servizi. Inoltre, l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) ha registrato un incremento dello 0,4% m/m, portando la crescita tendenziale al 5,4%. In scia a queste rilevazioni, il mercato dei futures prezza con una probabilità del 60–70% un rialzo dei tassi d'interesse statunitensi di 25 punti base a settembre. Si tratterebbe della prima stretta monetaria dall'estate del 2023, che porterebbe la forchetta obiettivo sui fed funds oltre l'attuale livello di 3,50–3,75%. (Fonti: PipTheory; Zerohedge; KuCoin; Invezz; TheBrief.news; Stockwirex)
- Sell-off globale sui titoli di Stato: i rendimenti toccano massimi pluriennali. La prospettiva di tassi di interesse più elevati ha innescato pesanti vendite sul comparto obbligazionario. Il rendimento del Treasury decennale statunitense è salito nell'area del 4,9%, portandosi sui massimi dal 2023. Il fenomeno ha portata globale: nell'Eurozona, il rendimento del Bund decennale tedesco ha superato il 3,45% (con punte intraday al 3,5%), attestandosi su livelli inediti dal 2011. Perfino in Giappone, dove la banca centrale prepara la normalizzazione della politica monetaria, il rendimento dei governativi a 10 anni (JGB) ha varcato la soglia del 3,0% per la prima volta dal 1996. (Fonti: MarketScreener; Trading Economics; KuCoin; Gate News)
- L'intervento del Dipartimento del Tesoro USA delude le aspettative. A fronte della fiammata dei rendimenti, il Tesoro statunitense ha varato la prima tranche del programma potenziato di riacquisto di titoli (buyback). Il volume dell'operazione è stato triplicato, passando dai precedenti circa 2 miliardi a 6 miliardi di dollari per singola asta, concentrandosi sulle scadenze lunghe tra i 10 e i 20 anni. Tuttavia, parte degli investitori e dei primary dealer confidava in un intervento di dimensioni pari a 7–10 miliardi di dollari. L'annuncio è stato accolto con freddezza: i rendimenti sulle scadenze a 10 e 30 anni, anziché rifiatare, sono saliti ulteriormente, evidenziando l'efficacia limitata del provvedimento. (Fonti: Bloomberg; Yahoo Finance; CNBC TV18; The Hill; Livemint)
- La BCE alza i tassi e mette in guardia contro un'inflazione prolungata. Si ricorda che giovedì la Banca Centrale Europea ha incrementato i tre tassi di interesse guida di 25 punti base (dal 16 settembre il tasso sui depositi salirà al 2,50%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%). Dalle nuove proiezioni, attentamente vagliate dai mercati nel fine settimana, emerge che l'Eurotower ha ritoccato verso l'alto la stima sull'inflazione IPCA (Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo) per il biennio 2027–2028. L'inflazione media attesa è pari al 3,0% nel 2026, al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. L'istituto centrale ha rimarcato come le tensioni in Medio Oriente stiano provocando uno shock sui costi energetici destinato a rallentare il percorso di convergenza verso il target del 2%. Parallelamente, sono state leggermente alzate le stime di crescita del PIL per l'Eurozona: 0,9% nel 2026 e 1,4% nel 2027. (Fonti: Morningstar; Benin Web TV; FXStreet; Reuters)
Sullo Sfondo dei Mercati
- Oro e criptovalute correggono i recenti guadagni. L'incremento dei rendimenti offerti dai governativi e la forza del dollaro continuano a penalizzare gli asset privi di rendimento cedolare. Nei primi dieci giorni di settembre le quotazioni dell'oro hanno subito una flessione dell'1–2%, ritracciando dalla fascia dei 4.400–4.500 USD/oncia. Una correzione analoga ha interessato il comparto crypto: a seguito della diffusione dell'inflazione CPI americana, il Bitcoin ha abbandonato i recenti massimi, scambiando attorno a 77.000–79.000 USD. La frenata ha coinciso con i primi deflussi netti dai fondi di investimento in asset digitali, dopo la marcata ondata di afflussi registrata a inizio mese. (Fonti: Yahoo Finance; RoboForex; CoinShares)
- Storico passaggio di consegne sul mercato azionario indiano. Stando ai dati forniti dall'NSDL, nel corso del 2026 gli investitori esteri hanno disinvestito dal mercato azionario indiano circa 27 miliardi di dollari (2,32 lakh crore di rupie). Di conseguenza, la loro partecipazione è scesa a una quota compresa tra il 14% e il 16%, segnando il minimo da diversi anni a questa parte. Nonostante il deflusso estero, l'indice Nifty 50 preserva multipli di valutazione sostenuti, mantenendo un premio consistente rispetto alla media dei mercati emergenti (MSCI EM). La tenuta del listino si spiega con la crescente solidità delle istituzioni finanziarie locali, capaci di assorbire integralmente le vendite della clientela internazionale. (Fonti: PSUWatch; HDFCsky; Moneycontrol; Outlook Money)
Da Monitorare
Nel corso di questa settimana l'attenzione degli operatori sarà interamente assorbita dai verdetti degli istituti di emissione e dai dati macroeconomici di primaria importanza:
- 16.09 (20:00) – USA: Decisione sui tassi del FOMC (Federal Open Market Committee). Il market mover principale dell'intera ottava. Oltre al livello dei tassi d'interesse, verranno diffuse le proiezioni macroeconomiche aggiornate comprensive del "dot-plot". A seguire (20:30) si terrà la conferenza stampa del presidente della Federal Reserve.
- 17.09 (13:00) – Regno Unito: Decisione della Bank of England. Annuncio sui tassi di interesse e pubblicazione dei verbali della seduta. Atteso un impatto diretto sul cambio della sterlina e sui Gilt britannici.
- 14.09 (14:30) – Canada: Inflazione al consumo (CPI). Il riscontro di agosto orienterà le mosse della Bank of Canada, con ripercussioni sul dollaro canadese.
- 15.09 (04:00) – Cina: Produzione industriale e vendite al dettaglio. Il rilascio notturno dei dati relativi ad agosto permetterà di valutare la dinamica della domanda interna cinese, condizionando la propensione al rischio globale e il mercato delle materie prime.
- 16.09 (08:00) – Regno Unito: Inflazione al consumo (CPI). Rilevazione cruciale programmata a ridosso del verdetto della BoE, destinata a incidere sulle aspettative sulla sterlina.
- 16.09 (14:30) – USA: Vendite al dettaglio. Barometro determinante sullo stato dei consumi americani, in arrivo poche ore prima del comunicato ufficiale della Fed.
