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Benvenuti a una nuova settimana di contrattazioni. Ci attendono giornate che potrebbero definire i trend di mercato per il resto dell'anno. L'attenzione degli investitori è completamente catalizzata dalle imminenti decisioni delle banche centrali, guidate dalla Fed statunitense, dalla Bank of Japan e dalla Bank of England. Sullo sfondo di queste riunioni cruciali rimangono la persistente pressione inflazionistica nelle principali economie e la tesa situazione sul mercato delle materie prime energetiche. Vediamo con quali presupposti i mercati affrontano questa calda settimana.
Contesto Geopolitico
- Petrolio vicino a 100 USD al barile. Nella prima metà di settembre, le quotazioni del greggio Brent si sono avvicinate alla soglia psicologica dei 100 USD al barile, mentre il WTI statunitense è salito nell'area dei 95 USD. Come accennato nel recap del fine settimana, si tratta del proseguimento dell'impennata dei prezzi alimentata dai timori sull'offerta in Medio Oriente. Parallelamente, Iran e Oman riferiscono che i colloqui per la definizione di un corridoio di navigazione sicuro e temporaneo nello Stretto di Hormuz – cruciale per il commercio mondiale – sono vicini alla conclusione, sebbene un accordo definitivo non sia stato ancora formalizzato ufficialmente. (Fonti: HDFCsky; World Oil; Finance Yahoo; EghtesadOnline; Gulf News; Ahram Online)
In Primo Piano Oggi
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Il mercato prezza crescenti probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed. Dopo che il report ufficiale ha mostrato un aumento dell'inflazione al consumo (CPI) statunitense di agosto pari allo 0,4% m/m e la tenuta dell'indice su base annua al 3,4%, gli investitori hanno rivisto le proprie aspettative. Le stime attuali basate sui mercati previsionali indicano una probabilità del 55–65% circa di un rialzo dei tassi d'interesse statunitensi di 25 punti base nella riunione di mercoledì. Si tratta di un netto aumento rispetto al 40–50% registrato appena una settimana prima. Alcuni istituti, tra cui la svizzera UBS, ipotizzano attualmente ben due rialzi quest'anno (a settembre e a dicembre), portando il range obiettivo del tasso sui federal funds al livello del 4,00–4,25%. (Fonti: Reuters; Fortivio.AI; Altcoinvest; PipTheory research; Continuum Economics; UBS analysis; Futunn News)
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La BCE avverte del rischio di uno shock inflazionistico prolungato. Ricordiamo che la scorsa settimana la Banca Centrale Europea ha innalzato il tasso sui depositi al 2,50%, portando i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e marginali rispettivamente al 2,65% e al 2,90% (le nuove condizioni entreranno in vigore dal 16 settembre). Le comunicazioni della BCE e i commenti degli analisti suggeriscono che l'attuale livello dei tassi si colloca nella parte alta della fascia stimata come "neutrale" (ovvero quel livello che teoricamente non stimola né frena l'economia). La Presidente Christine Lagarde ha tuttavia sottolineato che il conflitto in corso in Medio Oriente e il rincaro dei prezzi energetici comporteranno una permanenza dell'inflazione nell'Eurozona al di sopra del target per un periodo prolungato, con un rientro verso il 2% previsto solo verso la fine del 2027. La BCE non esclude ulteriori rialzi qualora la pressione energetica non dovesse allentarsi. (Fonti: ECB communication via Morningstar; Financial News Korea; CNBC TV18; WHBL/Reuters transcript; GoMarkets recap)
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Pressione sulla Bank of Japan all'ombra di rendimenti obbligazionari record. A inizio settembre, il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni (JGB) ha temporaneamente oltrepassato la soglia del 3,0%, toccando i massimi dal 1996. Sebbene i rendimenti abbiano ritracciato lievemente, rimangono vicini ai picchi degli ultimi 30 anni. In questo contesto, i sondaggi tra gli economisti segnalano una probabilità molto elevata che la Bank of Japan (BOJ), nella riunione del 17–18 settembre, alzi il tasso di riferimento di 25 punti base portandolo a circa l'1,25%. A sollecitare una svolta da falco verso Tokyo è anche il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent. Pur manifestando pubblicamente uno stretto coordinamento con le autorità nipponiche, Bessent lascia chiaramente intendere di preferire rialzi dei tassi da parte della BOJ come soluzione più duratura per sostenere lo yen, in alternativa a ripetuti interventi diretti sul mercato valutario. (Fonti: NewsWav; Bitget; Futunn News; TradingView; Reuters; BusinessPerson Group; Yahoo Finance; BloomingBit; Startup Fortune)
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Il settore del software sotto pressione a causa dell'intelligenza artificiale. In una delle ultime sedute, l'indice statunitense S&P 500 Software & Services ha ceduto circa l'1,4% (mettendo a segno la seconda sessione negativa consecutiva), con società come Salesforce, Intuit e ServiceNow in deciso calo. A pesare sono i timori degli operatori che i più recenti e avanzati modelli linguistici possano compromettere i loro tradizionali modelli di business. Al tempo stesso, nell'industria dell'IA emerge una crescente cautela: i vertici di OpenAI hanno comunicato ai propri dipendenti di puntare a un debutto in borsa (IPO) non prima del 2027, mentre figure di spicco del settore (tra cui esponenti di Anthropic, OpenAI e xAI) supportano pubblicamente la richiesta di un ritmo di sviluppo più ponderato per gli algoritmi più sofisticati, accompagnato da una più stringente supervisione esterna. (Fonti: Reuters; Yahoo Finance; Straits Times; FinanceFeeds; Predictbook; Polymarket; The Guardian; Public TV India; China Daily Asia)
Sullo Sfondo dei Mercati
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L'India alle prese con l'eccesso di liquidità e la debolezza della valuta. La settimana scorsa la rupia indiana si è indebolita oltre quota 95 contro il dollaro, dinamica strettamente legata al caro petrolio che penalizza le economie emergenti importatrici nette di energia. Per sostenere la divisa e assorbire un eccesso record di liquidità nel sistema bancario (superiore a 11.000 miliardi di rupie), la Reserve Bank of India (RBI) ha drenato oltre 6.000 miliardi di rupie tramite aste VRRR (pronti contro termine a tasso variabile) e fatto ricorso a operazioni di swap dollaro-rupia. Si tratta di un tentativo di arginare la volatilità del cambio senza dover ricorrere a formali interventi sui tassi d'interesse. (Fonti: The Sun/iPaper; Hans India; RiddhiSiddhi; MarketScreener; Business Recorder; HDFCsky; Free Press Journal)
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Oro e criptovalute in attesa del quadro normativo. Le quotazioni dell'oro stazionano nella parte inferiore della banda 4.300–4.400 USD l'oncia, zavorrate dalla forza del dollaro e dai rendimenti elevati dei Treasury bond. Dinamiche analoghe si riscontrano nel comparto crypto, la cui capitalizzazione complessiva si mantiene tra 2,7 e 2,8 mila miliardi di USD (con Bitcoin che scambia intorno ai 79.000 USD). Gli investitori in asset digitali guardano ora a Washington: il 15 settembre il Senato USA ha in programma un voto procedurale determinante sul Digital Asset Market Clarity Act, dal cui esito dipenderà il destino della regolamentazione integrata del settore. (Fonti: USA Today; Finance Yahoo; GuruAlpha; Binance Research via Cryptonomist; QUE.com; KuCoin/Lookonchain; Grafa; CryptoBreaking; CryptoNews.net)
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Corea del Sud: Won forte e hedging interrotto. Il cambio dollaro/won è sceso a inizio mese nell'area 1.335–1.345, toccando i massimi da quasi due anni a favore della valuta asiatica. Il movimento ha coinciso con indiscrezioni di mercato (riportate da fonti d'agenzia) secondo cui il fondo pensione statale NPS avrebbe sospeso una quota delle proprie coperture sul rischio cambio (hedging). Nello stesso frangente, l'indice azionario di Seul KOSPI ha messo a segno marcati rialzi, trainato dagli acquisti sui titoli tecnologici. (Fonti: KED Global; Ground News; Gate News; GuruFocus; Koreabw; SBS; Dow Jones Newswires; UPI; Korea Times; UA News)
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Il Pakistan sotto il peso dell'inflazione legata al greggio. Nella giornata odierna (14 settembre) si riunisce il Comitato di Politica Monetaria della banca centrale pakistana (SBP). I sondaggi di mercato indicano che ben l'84% degli operatori si attende la conferma del tasso d'interesse all'elevato livello dell'11,5%. Il principale ostacolo all'avvio di un allentamento monetario, nonostante la debolezza della crescita economica, è rappresentato dall'inflazione sostenuta, alimentata dai rincari delle quotazioni petrolifere globali. (Fonti: Business Recorder; BolNews)
Da Monitorare
- 14.09 (14:30) – Canada: Inflazione al consumo (CPI). Il dato chiave odierno sui prezzi al consumo, destinato a orientare in modo determinante le prossime mosse della Bank of Canada e l'andamento del CAD.
- 15.09 – USA: Voto al Senato. Voto procedurale sul disegno di legge Digital Asset Market Clarity Act, di fondamentale rilevanza per il futuro regolamentare del mercato delle criptovalute.
- 15.09 (04:00) – Cina: Produzione industriale e vendite al dettaglio. Pacchetto di indicatori macroeconomici cinesi rilasciati nella notte, utile per verificare lo stato di salute dei consumi interni e del comparto industriale, con impatti diretti sul sentiment globale.
- 16.09 (20:00) – USA: Decisione del FOMC (Fed) sui tassi d'interesse. L'appuntamento macroeconomico cardine della settimana. Verranno resi noti il "dot plot" aggiornato (il grafico con le stime dei singoli banchieri sui tassi futuri) e le nuove proiezioni economiche. Alle 20:30 seguirà la conferenza stampa del presidente Jerome Powell.
- 17.09 (13:00) – Regno Unito: Decisione della Bank of England. Riunione dell'istituto centrale britannico, anticipata dalla pubblicazione dei dati nazionali sull'inflazione CPI (prevista per mercoledì 16.09 alle 08:00).
- 18.09 – Giappone: Decisione della Bank of Japan. Delibera sui tassi di primaria importanza per le sorti dello yen e per gli equilibri dei mercati obbligazionari globali.
