Brief Mattutino dei Mercati

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Oil painting of a surging bull, strong US dollar, and Treasury vaults contrasting with Paris in shadow.

Briefing Mattutino dei Mercati – 12/10/2026

Inizia una settimana che si preannuncia come una delle più importanti di questo trimestre. Gli investitori si preparano a un'ingente dose di informazioni: dai dati chiave sull'inflazione statunitense all'avvio della stagione delle trimestrali delle maggiori banche di Wall Street. Dopo i forti rialzi dei rendimenti obbligazionari della scorsa settimana, i mercati cercano un punto di equilibrio. Al contempo, sui mercati delle materie prime si osserva una lieve distensione a seguito delle notizie su possibili intese politiche a Oriente, offrendo ai mercati azionari il margine per mantenersi sui massimi storici nell'anniversario dell'inizio dell'attuale mercato rialzista.

Quadro Geopolitico

  • L'attenzione del mercato petrolifero è stata catturata dalle dichiarazioni del fine settimana di Donald Trump, che ha annunciato un accordo sulle forniture di diesel russo e ha affermato che Russia e Ucraina hanno concordato di sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche (la cosiddetta tregua energetica). Sebbene l'Ucraina sia ancora in attesa di dettagli e Mosca non abbia confermato ufficialmente tali dichiarazioni, la sola prospettiva di una de-escalation è bastata a far scendere i prezzi del greggio (sia del benchmark europeo Brent che dello statunitense WTI). Ciò ha attenuato in parte i timori della scorsa settimana sull'offerta della materia prima. (Fonti: Reuters)
  • Nel frattempo, in Medio Oriente la tensione rimane alta. Sono stati segnalati nuovi attacchi da parte dei ribelli yemeniti Houthi contro l'aeroporto internazionale di Riad (Arabia Saudita), fatto che ha suscitato l'immediata condanna dei Paesi della regione, tra cui Turchia, Egitto e Pakistan. Questo incidente ricorda quanto la logistica e la sicurezza nell'area rimangano fragili. (Fonti: Reuters)

In Primo Piano Oggi

  • Le borse americane entrano nel quarto anno di mercato rialzista con la speranza di ottimi risultati societari. Lo scorso venerdì, l'indice S&P 500 ha chiuso a 7.811,54 punti, appena al di sotto del massimo storico, mentre anche il Dow Jones e il Nasdaq hanno registrato livelli solidi (rispettivamente 51.654,95 punti e 27.366,17 punti). Vale la pena ricordare che proprio oggi (12 ottobre) ricorre esattamente il quarto anniversario del minimo ciclico del 2022, da cui è partito l'attuale mercato toro. Questo ottimismo poggia su solide basi: secondo le ultime stime della società di analisi FactSet, la crescita prevista degli utili per le aziende dell'indice S&P 500 nel terzo trimestre dovrebbe raggiungere addirittura il 29,6%. Se queste previsioni dovessero realizzarsi, si tratterebbe del terzo trimestre consecutivo con una dinamica degli utili superiore al 25%. Il vero banco di prova per queste aspettative inizierà già domani, quando i colossi finanziari cominceranno a pubblicare le proprie relazioni: JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Wells Fargo e Citigroup, a cui mercoledì si aggiungeranno Bank of America e Morgan Stanley. (Fonti: Associated Press; CNBC; FactSet)

  • L'enorme domanda di obbligazioni statunitensi attenua i timori sui costi del debito. I rendimenti dei titoli del Tesoro USA a 10 anni (Treasuries) hanno toccato la scorsa settimana il 5,364%, il livello più alto dal 2002, spinti dai segnali da "falco" (orientati a tassi di interesse più elevati) provenienti dalla Federal Reserve (Fed). Tuttavia, la situazione è stata stabilizzata da una massiccia asta condotta dal Dipartimento del Tesoro statunitense. Sono stati collocati titoli decennali per un valore di 39 miliardi di dollari con un rendimento del 5,30%, e la domanda è stata straordinaria: gli investitori hanno presentato offerte per oltre 108 miliardi di dollari. Il mercato interpreta questo dato come un segnale che, agli attuali livelli di rendimento molto elevati, vi sono ancora ingenti capitali pronti ad acquistare debito statunitense, allentando parte della pressione sui mercati azionari. (Fonti: Reuters; dati sulle aste del Tesoro USA)

  • Il dollaro statunitense domina, mentre l'euro cede sotto il peso dei problemi fiscali francesi. L'indice del dollaro (il paniere che ne misura la forza rispetto alle principali valute) oscilla intorno a 102,16 punti, mantenendosi vicino ai massimi degli ultimi 18 mesi. Al contempo, il tasso di cambio dell'euro è sceso a circa 1,121 USD, chiudendo la quinta settimana consecutiva in calo. Come ricordato la scorsa settimana, la zavorra principale per la moneta unica è rappresentata dalle crescenti preoccupazioni per le finanze pubbliche e dall'incertezza politica in Francia in vista delle elezioni del 2027. Lo spread di rendimento tra i titoli decennali francesi e tedeschi è salito a 137 punti base, evidenziando chiaramente come gli investitori richiedano un premio al rischio sempre più elevato per prestare denaro a Parigi. (Fonti: Reuters)

Sullo Sfondo dei Mercati

  • L'oro continua la sua corsa, sostenuto da un dollaro più debole nelle prime contrattazioni e da una forte domanda dalla Cina. Il prezzo spot dell'oro è salito dello 0,3%, superando la soglia dei 4.206 USD l'oncia. Oltre alle attuali oscillazioni valutarie, il pilastro fondamentale per il metallo prezioso resta il Dragone. Nei primi otto mesi di quest'anno, le importazioni cinesi di oro hanno superato l'ingente valore di 1.000 tonnellate. Inoltre, i dati ufficiali confermano che a settembre la People's Bank of China (PBOC) ha incrementato le proprie riserve di altre 23 tonnellate, estendendo la serie di acquisti ininterrotti a 23 mesi. (Fonti: CNBC; Bloomberg)
  • La Cina inietta capitali nelle nuove tecnologie. I dati ad alta frequenza dello State Information Center cinese mostrano che gli investimenti di capitale nell'intelligenza artificiale (IA) e nei robot umanoidi sono cresciuti nel terzo trimestre di un impressionante 184,1% su base annua. Al contempo, i pagamenti per i consumi offline sono aumentati del 2,6%, suggerendo una lenta ma tangibile ripresa della domanda interna nella seconda economia mondiale. (Fonti: People's Daily Online)
  • Le imprese britanniche segnalano il ritorno delle pressioni inflazionistiche. Secondo gli indici privati della società di consulenza BDO, l'indicatore delle pressioni inflazionistiche nel Regno Unito è salito a settembre, mentre l'indice di produzione è sceso sotto la soglia dei 100 punti (che separa l'espansione dalla contrazione). Sebbene non si tratti di dati ufficiali dell'Office for National Statistics (ONS), potrebbero rappresentare un segnale d'allarme in vista delle prossime letture macroeconomiche ufficiali nel Paese. (Fonti: City A.M.)

Da Monitorare

Questa settimana sarà dominata dai dati sull'inflazione statunitense e dai report delle banche. Ecco gli appuntamenti chiave nel calendario per i prossimi giorni:

  • 13/10 e 14/10 – USA: Risultati finanziari delle principali banche. Rispettivamente martedì (tra cui JPM, GS, C) e mercoledì (BAC, MS) conosceremo lo stato di salute del settore finanziario statunitense, inaugurando tradizionalmente la stagione di pubblicazione degli utili del terzo trimestre.
  • 14/10 (14:30) – USA: Inflazione al consumo CPI (Consumer Price Index) di settembre. Il dato macroeconomico più importante della settimana. Il risultato determinerà le aspettative del mercato riguardo alle future mosse sui tassi di interesse da parte della Fed.
  • 14/10 (20:00) – USA: Beige Book della Fed. Il rapporto aneddotico che illustra la situazione economica nei 12 distretti degli Stati Uniti. Aiuterà a valutare in che modo i tassi di interesse elevati e le pressioni sui prezzi stiano impattando sull'economia reale sul territorio.
  • 15/10 (14:30) – USA: Vendite al dettaglio di settembre. Principale indicatore dello stato di salute del consumatore americano (che genera la maggior parte del PIL). La lettura verificherà se le famiglie continuano a resistere a costi di finanziamento più elevati.
  • 13/10 (08:00) – Germania: Dato finale inflazione CPI di settembre. Conferma definitiva della dinamica dei prezzi nella principale economia europea, fondamentale nel contesto delle imminenti decisioni della Banca Centrale Europea.
  • 14/10 (03:30) – Cina: Inflazione CPI e PPI di settembre. Indicatori chiave per capire se l'economia cinese continui a fare i conti con il rischio di deflazione a fronte di una domanda interna debole.

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