Ucz się z nami

Ci attende una settimana che gli analisti definiscono all'unanimità una "super-settimana". Dopo giorni turbolenti in cui il mercato ha brutalmente ridimensionato i costi della rivoluzione dell'intelligenza artificiale (IA), gli investitori si preparano a un'accumulazione di dati macroeconomici chiave, decisioni delle principali banche centrali e trimestrali dei giganti tecnologici. La settimana scorsa ha mostrato che i mercati diventano sempre più sensibili all'aumento delle spese in conto capitale (capex), mentre il contesto geopolitico e i nuovi dazi statunitensi aggiungono ulteriori variabili all'equazione globale.
Quadro Geopolitico
- Correzione sul mercato del petrolio e indiscrezioni diplomatiche. A luglio abbiamo assistito a un forte aumento a doppia cifra dei prezzi del petrolio Brent, alimentato dall'escalation del conflitto in Medio Oriente e dalle interruzioni delle rotte commerciali. Verso la fine della settimana, tuttavia, le quotazioni dell'oro nero sono arretrate di circa il 4%, scendendo dalla soglia psicologica sopra i 100 USD a circa 97 USD al barile. Alcuni commentatori collegano questo raffreddamento dei sentimenti a indiscrezioni informali su possibili nuove iniziative diplomatiche tra USA e Iran. Inoltre, secondo i report di mercato, il cartello OPEC ha annunciato target di produzione più elevati, contribuendo ad allentare parte della pressione sui prezzi dopo i recenti massimi. (Fonti: Trading Economics; Rigzone; Bloomberg; The Guardian; IMF Global Markets Monitor).
I Fatti Principali di Oggi
-
Gli elevati costi della rivoluzione IA colpiscono le valutazioni del Big Tech. Recentemente abbiamo scritto dell'inquietudine del mercato legata ai giganteschi investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Queste preoccupazioni si sono concretizzate in un'imponente ondata di vendite: il gruppo delle principali società tecnologiche (i cosiddetti "Magnificent Seven") ha perso circa 797 miliardi di USD di capitalizzazione di mercato in una sola delle ultime sessioni, con l'indice correlato in calo di circa il 4,8%. L'impulso è arrivato, tra l'altro, dai risultati di Alphabet, che ha deluso il mercato annunciando spese infrastrutturali più elevate e un flusso di cassa libero (FCF) negativo nel secondo trimestre. Ai ribassi si è unita Tesla (crollata in un'unica sessione di oltre il 14% dopo l'annuncio di mantenere costi elevati) e Intel, le cui azioni hanno azzerato i guadagni precedenti crollando di circa l'8% a causa dei timori sui costi di sviluppo dell'attività di fonderia (foundry). Ciò mette sotto una luce molto esigente i prossimi report finanziari di Apple, Microsoft, Amazon e Meta Platforms attesi questa settimana. (Fonti: Reuters; Hedgeweek; Fox Business; Pluang; CMC Markets; ING Think).
-
La "super-settimana" delle banche centrali traccerà la rotta dei mercati. Gli ultimi giorni di luglio rappresentano una vera e propria maratona di decisioni monetarie. La maggior parte dell'attenzione è rivolta alla Federal Reserve (Fed), che annuncerà la propria decisione mercoledì. La maggior parte delle analisi ipotizza che i tassi d'interesse statunitensi rimangano invariati (nel range 3,50–3,75%), sebbene alcuni commentatori non escludano uno scenario di rialzo di 25 punti base in risposta a una persistente pressione inflazionistica. Giovedì la Bank of England (BoE) annuncerà la propria decisione, mentre tra mercoledì e giovedì si riunirà la Bank of Japan (BoJ), che si trova ad affrontare una debolezza storica della valuta nazionale. (Fonti: LiteFinance; CMC Markets; ING Think; The Straits Times).
-
Nuovi ed estesi dazi USA con il pretesto della lotta al lavoro forzato. Dal 24 luglio sono in vigore nuovi dazi doganali globali del 10% e 12,5% imposti dall'amministrazione statunitense su un'ampia gamma di merci provenienti da decine di Paesi. Le nuove normative sono state introdotte ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974, con la giustificazione ufficiale di esercitare pressione sui partner affinché eliminino in modo più efficace il fenomeno del lavoro forzato nelle catene di fornitura. All'atto pratico, questi dazi sostituiscono la precedente tariffa generale del 10% e coprono la stragrande maggioranza delle importazioni statunitensi, ad eccezione di alcune materie prime energetiche, fertilizzanti e categorie alimentari selezionate. (Fonti: Reuters; The Guardian; CBS News).
-
La BCE resta cauta dopo la pausa di luglio, settembre rimane un'opzione aperta. La Banca Centrale Europea, in linea con le precedenti comunicazioni, ha mantenuto invariati i tassi d'interesse di riferimento (incluso il tasso sui depositi al 2,25%). Tuttavia, vale la pena notare il comunicato seguito alla riunione: la BCE ha sottolineato che gli effetti dell'ultimo shock energetico sull'inflazione non si sono ancora riflessi appieno nei dati. La Presidente Christine Lagarde ha evidenziato che alcuni membri del Consiglio direttivo vedono ancora la possibilità di una stretta monetaria, il che significa che le prossime riunioni, compresa quella di settembre, rimangono aperte e dipenderanno strettamente dai dati economici in arrivo. (Fonti: European Central Bank; Econostream Media; Morningstar Europe).
Sullo Sfondo dei Mercati
- Avvio di settimana più calmo sulle borse. Dopo il nervosismo della scorsa settimana, i mercati globali si prendono un momento di respiro. I futures sui principali indici statunitensi mostrano una tendenza al rialzo (sostenuti, tra l'altro, dai precedenti record del Dow Jones), mentre l'indice europeo Euro Stoxx 600 registra una leggera correzione. I rendimenti dei titoli di Stato negli USA e in Europa sono più bassi, segnalando il ritorno della domanda di beni rifugio, mentre il dollaro statunitense si mantiene stabile rispetto al paniere di valute. (Fonti: IMF Global Markets Monitor).
- La debolezza storica dello yen alimenta le speculazioni. Il cambio della valuta giapponese si è indebolito fino a circa 162,3 per dollaro, avvicinandosi ai minimi da quasi 40 anni. Questa dinamica, a pochi giorni dalla riunione della Bank of Japan, suscita forti speculazioni sul mercato riguardo a un possibile intervento valutario da parte delle autorità locali. (Fonti: IMF Global Markets Monitor).
- La Banca di Russia taglia i tassi, ma segnala una pausa. Lo scorso venerdì la banca centrale russa ha ridotto il tasso di riferimento di 25 punti base al 14,0%. Al contempo, tuttavia, l'istituto ha rivisto al rialzo le stime sull'inflazione per la fine del 2026 (al 6–7%) e ridotto le stime di crescita del PIL (0–1%). Dal comunicato sono state rimosse le diciture relative alla valutazione di ulteriori rapidi tagli, il che viene interpretato dagli analisti come un segnale dell'imminente pausa nel ciclo di allentamento monetario. (Fonti: Bank of Russia; Morningstar / Dow Jones; Interfax).
- Offerta estera record su Wall Street. Il produttore sudcoreano di chip di memoria SK Hynix ha avviato le attività di marketing relative all'emissione di ricevute di deposito (ADR — certificati che consentono la negoziazione di azioni di società estere negli USA). Il valore stimato dell'offerta è di circa 29 miliardi di USD, il che la renderebbe una delle più grandi transazioni di questo tipo condotte da un soggetto estero a Wall Street. (Fonti: IMF Global Markets Monitor).
Da Monitorare
- 27/07 (Lunedì), 10:00 – Germania: Indice di fiducia delle imprese Ifo. Indicatore chiave del sentiment delle imprese tedesche. Sarà analizzato attentamente nel contesto del rallentamento della ripresa nella principale economia della zona euro.
- 27/07 (Lunedì), 14:30 – USA: Ordini di beni durevoli. I dati preliminari (advance) mostreranno l'andamento della domanda aziendale e degli investimenti delle imprese statunitensi poco prima della decisione chiave della Fed.
- 28/07 (Martedì), 16:00 – USA: Fiducia dei consumatori (Conference Board). Questo indice aiuterà a valutare come i cittadini percepiscono il mercato del lavoro e la propria situazione finanziaria, il che si riflette sulle previsioni di spesa.
- 29/07 (Mercoledì), 03:30 – Australia: Inflazione CPI. I dati ufficiali per il II trimestre avranno un impatto decisivo sulle prossime mosse della Reserve Bank of Australia (RBA).
- 29/07 (Mercoledì), 20:00 – USA: Decisione del FOMC sui tassi d'interesse. L'evento macroeconomico più importante della settimana. I mercati cercheranno indicazioni sulla traiettoria dei tassi nella seconda metà dell'anno.
- 30/07 (Giovedì), 13:00 – Regno Unito: Decisione della Bank of England. La riunione della BoE potrebbe portare un'elevata volatilità sulla sterlina, specialmente se la distribuzione dei voti nel comitato di politica monetaria dovesse risultare equilibrata.
- 30/07 (Giovedì), 14:30 – USA: Indice PCE core e stima preliminare del PIL. Un doppio impatto di dati dagli Stati Uniti. L'indice PCE è la misura dell'inflazione preferita dalla Fed, mentre il PIL del II trimestre mostrerà la tenuta complessiva dell'economia.
