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Buongiorno! Entriamo in una nuova settimana in cui i mercati finanziari cercheranno di mantenere l'ottimo sentiment degli ultimi giorni. I dati più deboli della scorsa settimana sul mercato del lavoro statunitense hanno riacceso le speranze di un approccio più morbido da parte della Federal Reserve (Fed), spingendo i principali indici di Wall Street verso massimi storici. Ora l'attenzione degli investitori si sposta sui dati chiave sull'inflazione negli USA, che verificheranno definitivamente questo ottimismo. Parallelamente, osserviamo un'affascinante lotta su più fronti da parte del Giappone per stabilizzare la propria valuta, insieme a ulteriori segnali di debolezza della domanda provenienti dall'economia cinese.
Contesto Geopolitico
In Medio Oriente persiste un'elevata incertezza, che stabilizza i prezzi del petrolio: nella prima metà di agosto, un barile di Brent è costato circa 82–84 USD, mentre il WTI circa 77–79 USD. Sebbene l'Iran stia discutendo con l'Oman di nuove coordinate per le rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz, Teheran segnala che ciò non implica un'immediata e completa riapertura dello stretto. Al contrario, secondo alcune indiscrezioni, si sta valutando un piano restrittivo che vieterebbe il transito alle navi statunitensi e israeliane e imporrebbe tariffe aggiuntive ai paesi considerati "ostili". Inoltre, il rischio per il trasporto marittimo nella regione del Mar Rosso e del Golfo di Aden rimane elevato a causa dei ripetuti attacchi attribuiti al movimento yemenita Houthi. (Fonti: Reuters; CNBC; Bloomberg)
In Primo Piano Oggi
- Wall Street ai massimi e settimana della verità per l'inflazione. Gli indici statunitensi S&P 500 e Dow Jones hanno chiuso la scorsa settimana a livelli record. Il mercato ha interpretato il rapporto NFP (Non-Farm Payrolls – dati sul mercato del lavoro) più debole come un argomento a favore del fatto che la Fed non dovrà affrettarsi ad aumentare i tassi di interesse a settembre; la probabilità di un tale movimento nei contratti futures è nettamente scesa. A conferma del forte appetito per il rischio c'è l'indice VIX (il cosiddetto "indice della paura"), che rimane su livelli storicamente bassi, così come l'indice europeo STOXX 600, che si mantiene vicino ai record. Attualmente gli investitori trattengono il fiato in attesa dei dati sull'inflazione di mercoledì e giovedì. Il consenso di mercato prevede che l'inflazione primaria (CPI) statunitense si attesterà intorno al 3,0–3,5% su base annua, mentre l'inflazione di fondo (core, al netto delle componenti volatili come cibo ed energia) sarà intorno al 2,5%. (Fonti: CNBC; Reuters; Morningstar; Kraken Research)
- Giappone su più fronti: da enormi interventi a una banca centrale falco. Sta succedendo molto attorno allo yen giapponese (JPY). Da un lato, è stato rivelato che il 30 aprile le autorità hanno condotto un intervento valutario record in un solo giorno, acquistando yen per l'equivalente di quasi 40 miliardi di USD. Inoltre, a fine luglio abbiamo assistito a un raro intervento coordinato tra il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e le autorità giapponesi. Nonostante queste imponenti azioni (e il forte rafforzamento dello yen subito dopo i dati deboli dagli USA), il cambio USD/JPY ha ripreso a salire, avvicinandosi a quota 158,4. La prolungata debolezza della valuta nipponica è il risultato dell'ampio differenziale dei tassi di interesse tra USA e Giappone e degli ingenti costi di gestione del debito pubblico giapponese. Un aiuto alla valuta potrebbe tuttavia arrivare dalla Bank of Japan (BOJ): i verbali (minuti) pubblicati di recente relativi alle ultime riunioni mostrano che alcuni membri del consiglio vedono un crescente rischio inflazionistico e valutano aumenti dei tassi più flessibili e rapidi per riportare la politica verso un livello "neutro" (che non stimola né frena l'economia). Vale la pena aggiungere che, nonostante le turbolenze valutarie, l'indice azionario giapponese Nikkei 225 ha registrato un forte rimbalzo nella prima settimana di agosto verso l'area dei 66.000 punti, trainato dal settore tecnologico. (Fonti: Trading Economics; Reuters; Financial Times; MUFG Research; Yahoo Finance)
- La Cina è alle prese con una domanda interna debole. Come scritto di recente, il Dragone ha un problema con la scarsa pressione sui prezzi, il che è stato appena confermato dai dati ufficiali. L'inflazione al consumo (CPI) di luglio è cresciuta solo dello 0,5% a/a (sotto le attese dello 0,8%), e su base mensile è persino calata dello 0,1%. L'inflazione alla produzione (PPI) è aumentata del 3,5% a/a, anch'essa al di sotto del consenso e in rallentamento rispetto a giugno. L'Ufficio Nazionale di Statistica (NBS) spiega questi dati con la crescita più lenta dei prezzi dei carburanti e la domanda più debole nelle costruzioni e in parte dell'industria. Per i mercati si tratta dell'ennesimo segnale che l'economia cinese potrebbe aver bisogno di ulteriori stimoli. (Fonti: NBS; People’s Daily; Reuters)
Sullo Sfondo dei Mercati
- Inflazione nell'Eurozona trainata dall'energia. Ci attende una settimana ricca di dati macroeconomici provenienti dall'Europa, ma vale la pena ricordare l'attuale panorama dei prezzi. L'indice HICP (indice armonizzato dei prezzi al consumo) di luglio nell'Eurozona è salito a circa il 2,9% a/a, spinto principalmente dai prezzi più elevati dell'energia. L'inflazione core in Europa rimane invece su livelli più stabili, intorno al 2,5% a/a. (Fonti: Morningstar; BCE)
- Dolorosa revisione della valutazione del gigante cinese Shein. Secondo le ultime indiscrezioni, la popolare piattaforma di e-commerce punta a una valutazione compresa tra 30 e 40 miliardi di USD per la prevista quotazione in borsa (IPO) a Hong Kong. Si tratta di un drastico ridimensionamento rispetto alla valutazione picco di circa 100 miliardi di USD nel 2022 e ai round di finanziamento privati del 2023 e 2024, che valutavano la società tra i 64 e i 66 miliardi di USD. (Fonti: Reuters; The Business Times)
Eventi da Monitorare
I prossimi giorni saranno caratterizzati dai dati USA, che determineranno le aspettative del mercato riguardo alle politiche delle banche centrali.
- 11.08 (Martedì) 06:30 – Australia: Decisione RBA sui tassi di interesse. Il mercato valuta le probabilità di un mantenimento dei tassi al 4,35% a fronte del rallentamento economico e dell'inflazione persistente.
- 12.08 (Mercoledì) 14:30 – USA: Inflazione al consumo (CPI) di luglio. Report assolutamente cruciale della settimana. Principale punto di riferimento per la Federal Reserve nella definizione del futuro percorso dei tassi di interesse.
- 13.08 (Giovedì) 08:00 – Regno Unito: PIL preliminare del Q2. Dato di grande rilevanza per la Bank of England nella valutazione dei rischi di recessione.
- 13.08 (Giovedì) 14:30 – USA: Inflacja producencka (PPI). Mostra la pressione sui prezzi a livello di produzione (nella fase iniziale della catena di fornitura), fungendo da indicatore anticipatore per l'inflazione al consumo. Nello stesso momento verranno pubblicate le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione.
- 14.08 (Venerdì) 11:00 – Eurozona: Stima del PIL del Q2. Dati chiave per valutare il ritmo di ripresa dell'economia europea.
- 14.08 (Venerdì) 14:30 – USA: Vendite al dettaglio. Indicatore della forza del consumatore e della salute della domanda interna, che mostrerà come gli americani stanno reagendo agli attuali tassi di interesse. Alle 16:00 verrà inoltre pubblicato l'indice di fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan (preliminare).
