Ucz się z nami

Buongiorno! Il fine settimana è il momento ideale per fare il punto con calma sui principali eventi della scorsa settimana e prepararsi a ciò che riserveranno i prossimi giorni. Le borse principali sono ferme, ma i mercati finanziari escono da un periodo estremamente intenso. L'attenzione degli investitori è stata catalizzata da una marcata divergenza nelle politiche delle maggiori banche centrali: mentre il mercato prezza con sempre maggiore convinzione una pausa nei rialzi dei tassi negli Stati Uniti, l'Europa si prepara a un nuovo inasprimento. Nel frattempo, sullo sfondo continua a farsi sentire un premio al rischio geopolitico che mantiene i prezzi del petrolio su livelli elevati, complicando la lotta all'inflazione da parte degli istituti di emissione.
Scenario Geopolitico
Tra il 10 e l'11 agosto i prezzi del petrolio greggio hanno registrato un forte rialzo: il benchmark europeo Brent si è avvicinato agli 89 USD al barile, mentre lo statunitense WTI ha raggiunto circa 83 USD. Questo rally è stato una reazione diretta al prolungarsi della chiusura dello Stretto di Hormuz (snodo cruciale per il transito del greggio) e ai crescenti dubbi sulla possibilità di raggiungere un accordo rapido tra Stati Uniti e Iran. (Fonti: Reuters; CGTN).
Le tensioni in Medio Oriente rimangono uno dei principali fattori di pressione sui mercati azionari, alimentando i timori di una nuova impennata dei costi energetici. Inoltre, all'interno dell'amministrazione statunitense, figure chiave come il Segretario al Tesoro Scott Bessent e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth stanno esercitando pressioni per un incremento del budget della difesa; una mossa interpretata dal mercato come un segnale di fermezza e assenza di concessioni nella politica di isolamento economico dell'Iran, nonostante negli ultimi giorni non siano stati formalmente annunciati nuovi blocchi portuali. (Fonti: Washington Examiner; CommonDreams; Reuters).
In Primo Piano Oggi
- Fed contro mercato: valutazioni accomodanti a fronte di toni restrittivi. A luglio 2026, l'indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense è aumentato dello 0,1% m/m e del 3,4% a/a, mentre la componente core (al netto di beni alimentari ed energia) si è attestata al 2,5% a/a. A seguito di questa pubblicazione, gli operatori di mercato hanno ridimensionato drasticamente le aspettative di un rialzo dei tassi a settembre da parte della Federal Reserve (Fed). Lo strumento CME FedWatch indica attualmente una probabilità del 60–65% che i tassi rimangano invariati. Tuttavia, il mercato sembra ignorare i segnali provenienti dalla stessa banca centrale. Nell'ultima riunione del FOMC (Federal Open Market Committee), la decisione di mantenere i tassi nella fascia 3,50–3,75% è stata approvata con 9 voti a favore e 3 contrari, con ben tre membri orientati verso un rialzo. Inoltre, la presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha dichiarato pubblicamente che «now is the time to act», suggerendo la necessità di più di un ritocco al rialzo per arginare definitivamente le pressioni sui prezzi. (Fonti: Reuters; CNBC; Investing.com; Yahoo Finance).
- Eurozona pronta al rialzo di settembre. Mentre negli Stati Uniti prevale la narrazione di una pausa, la Banca Centrale Europea (BCE) si trova in una fase diversa del ciclo. I mercati dei futures e i sondaggi tra gli economisti indicano una probabilità di circa l'80% che, nella riunione del 10 settembre, la BCE alzi il tasso sui depositi di ulteriori 25 punti base. La divergenza di approccio tra le banche centrali sulle due sponde dell'Atlantico rimane uno dei fattori chiave che guidano il mercato valutario. (Fonti: Morningstar; Reuters; Nordea).
- Lo yen giapponese mette di nuovo alla prova la pazienza delle autorità. L'indice del dollaro statunitense (DXY) rimane sotto pressione dopo i dati macro USA più deboli (oscillando nell'ultima settimana tra 99,7 e 99,9 punti), ma ciò non si traduce in un sollievo per la valuta nipponica. Il cambio USD/JPY è tornato nell'area 159–160. Il precedente intervento record da parte del Ministero delle Finanze giapponese (che aveva temporaneamente spinto il cambio sotto 156) ha sortito solo effetti effimeri. Sul mercato continua a dominare il carry trade (strategia che consiste nel prendere a prestito denaro a basso costo in Giappone per investirlo dove i tassi sono più elevati). Gli analisti avvertono che una rottura duratura al di sopra della soglia di 160 potrebbe innescare un nuovo intervento sostenuto dagli USA. Uno yen debole, combinato con l'aumento dei prezzi del greggio, rappresenta un mix tossico per il Giappone, fortemente dipendente dalle importazioni energetiche, amplificando la pressione sui costi interni. (Fonti: XTB; RoboForex; Reuters; Saxo).
- Borse europee vicine ai massimi storici, ma vulnerabili agli shock. Nonostante le turbolenze geopolitiche e l'incertezza sui dati statunitensi, i principali indici azionari europei archiviano un periodo positivo. Il DAX e l'Euro Stoxx 50 si sono mantenuti nell'ultima settimana a ridosso dei massimi storici e delle ultime 52 settimane. Gli analisti sottolineano tuttavia come tale solidità sia fragile: i listini europei restano estremamente sensibili a qualsiasi ulteriore impennata del petrolio e ai dati sull'inflazione USA, capaci di mutare repentinamente la propensione al rischio globale. (Fonti: Saxo; Reuters).
Sullo Sfondo dei Mercati
- Il consumatore statunitense non frena drasticamente, ma la fiducia si affievolisce. Secondo le ultime stime, a luglio 2026 le vendite al dettaglio negli Stati Uniti (esclusi auto e carburanti) sono cresciute di circa lo 0,3% m/m e di oltre il 5% a/a. Il ritmo annuale ha subito un lieve rallentamento, ma evidenzia ancora la relativa resilienza delle famiglie americane. D'altro canto, la lettura preliminare della fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan per il mese di agosto ha deluso nettamente, scendendo a circa 51 punti (rispetto alle previsioni di 54–55 punti). Questo mix di consumi moderati e fiducia in calo rafforza la tesi di una Fed non propensa ad affrettare ulteriori rialzi. Dopo la diffusione di questi dati, gli indici USA hanno registrato una lieve correzione venerdì, chiudendo comunque l'intera settimana in territorio positivo. (Fonti: CNBC/NRF; InvestingLive; WSJ).
- L'Argentina apre le porte ai prestiti in dollari. Nell'ambito di un più ampio processo di deregolamentazione, il governo argentino e la banca centrale locale hanno autorizzato le banche commerciali a erogare prestiti in dollari alle imprese, fino a un massimo del 15% del valore dei depositi in dollari detenuti. L'obiettivo è mobilitare capitali inattivi e facilitare l'accesso al credito per le aziende locali, imponendo al contempo requisiti prudenziali più stringenti agli istituti di credito. (Fonti: Rio Times; organi di stampa locali).
- Toni restrittivi in Australia. La Reserve Bank of Australia (RBA) ha mantenuto il proprio tasso di riferimento (official cash rate) al 4,35%. Nonostante i tassi siano rimasti stabili, il comunicato dell'istituto ha assunto un'intonazione decisamente restrittiva (hawkish), ponendo l'accento sulla persistenza dei rischi inflazionistici. Questa posizione ha temporaneamente sostenuto il dollaro australiano (AUD). (Fonti: IC Markets; Saxo).
Eventi da Monitorare
Con l'inizio di una nuova settimana di contrattazioni, l'attenzione del mercato nei prossimi giorni si concentrerà su una serie di dati macroeconomici chiave, con particolare riguardo ai verbali della riunione della banca centrale statunitense in uscita mercoledì.
- 17.08 (Lunedì) 14:30 – Canada: Inflazione al consumo (CPI). Il report di luglio, che modellerà le aspettative sulle prossime decisioni della Bank of Canada e orienterà il dollaro canadese (CAD).
- 18.08 (Martedì) 08:00 – Regno Unito: Report sul mercato del lavoro. Verranno resi noti i dati sulla disoccupazione e sulla crescita salariale. Un solido incremento delle retribuzioni potrebbe ritardare eventuali tagli dei tassi da parte della Bank of England.
- 19.08 (Mercoledì) 08:00 – Regno Unito: Inflazione al consumo (CPI). Un altro tassello fondamentale del quadro inflazionistico britannico, destinato a pesare sulle quotazioni della sterlina (GBP).
- 19.08 (Mercoledì) 11:00 – Eurozona: Dato finale sull'inflazione HICP. Conferma delle letture preliminari. Gli investitori cercheranno dettagli sulla persistente inflazione nel settore dei servizi in vista della riunione di settembre della BCE.
- 19.08 (Mercoledì) 20:00 – USA: Verbali della riunione del FOMC (Minutes). Il principale appuntamento della settimana. Il mercato analizzerà ogni singola parola del resoconto della riunione di luglio della Fed, cercando di comprendere le ragioni che hanno spinto tre membri del Comitato a votare a favore di un rialzo dei tassi e come i vertici valutino l'equilibrio dei rischi tra inflazione e mercato del lavoro.
- 20.08 (Giovedì) 14:30 – USA: Richieste di sussidi di disoccupazione e indice Philly Fed. La serie di dati di giovedì offrirà il quadro più aggiornato sullo stato di salute del mercato del lavoro statunitense e sul sentiment nel settore manifatturiero.
