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Buongiorno! Si conclude una settimana in cui i segnali da falco delle banche centrali si scontrano con dati economici concreti, spesso deludenti. I mercati stanno ancora assimilando i dettagli della riunione di luglio della Federal Reserve, preparandosi al simposio di Jackson Hole della prossima settimana, dove la narrazione di mercato potrebbe essere plasmata dal nuovo presidente della Fed. Nel frattempo, i dati provenienti dalla Cina mostrano un netto affanno dei consumi, mentre le catene di approvvigionamento globali continuano a fare i conti con il prolungarsi della crisi nel Mar Rosso. Ci attende il "venerdì dei PMI", ovvero una serie di letture preliminari sull'attività economica che mostreranno lo stato di forma con cui le principali economie si avviano verso la fine dell'estate.
Contesto Geopolitico
- Nuove sanzioni contro la Russia e annuncio di un'offensiva autunnale. L'Unione Europea ha approvato il 21° pacchetto di sanzioni, che interessa 218 entità. Questa volta l'azione è più mirata: concede all'UE la facoltà di vietare le transazioni con le raffinerie di paesi terzi che lavorano petrolio russo e prende di mira le navi della cosiddetta "flotta ombra" (shadow fleet), comprese le unità di bunkeraggio. L'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri Kaja Kallas ha già annunciato che in autunno presenterà la lista di sanzioni "più incisiva" dall'inizio della guerra. (Fonti: EUInsider; Brussels Signal; Euronews).
- La morsa si stringe intorno all'Iran. Dopo la recente scadenza dell'accordo provvisorio con gli Stati Uniti, la situazione in Medio Oriente rimane tesa. Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha annunciato nuove e severissime sanzioni contro l'Iran, mirate ai canali finanziari e alla logistica delle esportazioni petrolifere. Ciò si inserisce in un quadro più ampio di criticità nello Stretto di Hormuz: i dati Kpler indicano che ad agosto è stata registrata una giornata senza alcun transito di petroliere attraverso questo passaggio strategico. Di conseguenza, le quotazioni del petrolio rimangono elevate (Brent intorno agli 88,5 USD al barile). (Fonti: Gulf Times; Kelo/Reuters; WAM).
In Primo Piano Oggi
- Spaccatura da falco nella Fed e attesa per Jackson Hole. I verbali (minutes) della riunione di luglio della Federal Reserve, pubblicati di recente, hanno mostrato chiaramente le fratture all'interno della banca centrale statunitense. Ricordiamo che i tassi sono stati mantenuti al 3,50–3,75% con un voto di 9 a 3. I tre dissidenti (Beth Hammack, Neel Kashkari, Lorie Logan) si sono espressi a favore di un rialzo immediato di 25 punti base. Il mercato interpreta questo come la prova di un forte fronte rigorista all'interno della Fed. Tutta l'attenzione si sposta ora sul simposio di Jackson Hole (27–29 agosto), dove il 28 agosto il presidente della Fed, Kevin Warsh, terrà il suo primo discorso chiave nel nuovo ruolo. (Fonti: TEN Brief; PrimeRates; Investing.com).
- Il dragone cinese a corto di fiato. I dati di luglio sull'economia cinese hanno fortemente deluso. La produzione industriale è cresciuta del 4,5% a/a (in rallentamento rispetto al 5,3% di giugno), mentre le vendite al dettaglio sono aumentate di appena lo 0,6% a/a. Inoltre, gli investimenti in capitale fisso nel periodo gennaio-luglio sono scesi del 6,7% a/a, riflettendo la persistente debolezza del settore immobiliare. Il tasso di disoccupazione urbano rilevato tramite indagini è salito al 5,2%. Per i mercati è un chiaro segnale di estrema cautela da parte del consumatore cinese, che potrebbe incidere sulla domanda globale. (Fonti: Reuters; NBS; Xinhua).
- Quadro complesso per l'economia europea. La lettura preliminare dell'IPCA (indice armonizzato dei prezzi al consumo) dell'Eurozona per il mese di luglio ha indicato un'inflazione al 2,9% a/a, con un fortissimo contributo dei prezzi energetici (circa il 10% a/a). D'altro canto, gli indici PMI (Purchasing Managers' Index – misura dell'attività settoriale) di luglio sono tornati in territorio di espansione (indice composito a circa 52 punti). Oggi saranno pubblicate le letture preliminari dei PMI di agosto, che costituiranno un test cruciale per verificare la tenuta di questa ripresa. (Fonti: Coindoo; FX.co; Eurostat).
- 1000 giorni di crisi logistica nel Mar Rosso. Le interruzioni della navigazione proseguono ormai da quasi tre anni e molte compagnie di navigazione container sono ancora costrette a circumnavigare il Canale di Suez. Le rotte attorno al Capo di Buona Speranza allungano i tempi di transito verso l'Europa e gli USA di 10–14 giorni e, nei momenti di picco, hanno fatto lievitare le tariffe di nolo del 200–400%. Sebbene colossi come Maersk o Hapag-Lloyd abbiano ripristinato in modo selettivo alcuni servizi (ad es. AE19) attraverso il Mar Rosso, si tratta di un processo lento che non equivale a una piena normalizzazione delle catene di fornitura globali. (Fonti: Whalesbook; The Hindu; India Shipping News).
Sullo Sfondo dei Mercati
- Debito statunitense sotto pressione. Dopo le recenti vendite, il rendimento dei Treasury decennali statunitensi (UST) oscilla intorno al 4,7%, mentre l'asta dei titoli a 30 anni si è chiusa con un rendimento del 5,22% – i livelli più alti da oltre un decennio. Diversi commentatori riferiscono che, in risposta a tale situazione, il Segretario al Tesoro Scott Bessent starebbe segnalando l'intenzione di incrementare (forse persino raddoppiare) il programma di riacquisto di obbligazioni (buyback), che attualmente si attesta a circa 4 miliardi di USD a settimana. (Fonti: TS2.tech; Wolfstreet).
- Giappone in attesa della decisione sui tassi. Nonostante i recenti dati deboli sul PIL (di cui abbiamo parlato ieri), gli analisti indicano che l'aumento dei costi energetici e alimentari potrebbe spingere la Bank of Japan (BoJ) a proseguire nella normalizzazione. Dopo il rialzo di giugno all'1,0%, il mercato dei futures continua a prezzare un'alta probabilità di un ulteriore ritocco verso l'alto di 25 punti base nella riunione di settembre. (Fonti: Pomegra.io; BriefAsia).
- Test per il consumatore USA. Dopo i deludenti dati di luglio sulle vendite al dettaglio nazionali, gli analisti esaminano con attenzione i risultati finanziari di Walmart pubblicati ieri. Questo report è considerato un test fondamentale sulla capacità di tenuta dei bilanci delle famiglie americane a basso reddito. I precedenti risultati di maggio avevano innescato un calo delle azioni della società nonostante avessero battuto il consensus, evidenziando quanto il mercato sia diventato sensibile a ogni segnale di rallentamento. (Fonti: Top1Markets; Yahoo Finance).
- Criticità strutturali dell'Europa. Durante un intervento a Ginevra, Christine Lagarde ha richiamato l'attenzione sull'erosione dei vantaggi competitivi dell'Europa. La presidente della BCE ha sottolineato che i maggiori costi energetici per l'industria (rispetto a USA e Cina) e la crescente concorrenza diretta da parte dei settori cinesi richiedono una risposta urgente nell'ambito della politica industriale comunitaria. (Fonti: ECB; Bloomberg).
Da Monitorare
- 21.08 (Oggi) 14:45 – USA: Indici PMI preliminari (S&P Global Flash PMI). Le letture relative al settore manifatturiero e dei servizi forniranno indicazioni essenziali sulla dinamica attuale del PIL e sulle pressioni sui costi. Sarà uno dei momenti chiave della giornata.
- 21.08 (Oggi) 16:00 – Zona Euro: Indice preliminare di fiducia dei consumatori. Un barometro del sentiment che mostrerà la propensione alla spesa dei cittadini europei in vista della stagione autunnale.
- 21.08 (Oggi) 08:00 (Regno Unito) e 14:30 (Canada) – Vendite al dettaglio. Importanti indicatori della domanda che orienteranno le aspettative nei confronti delle rispettive banche centrali.
- A breve (25.08) – Germania: Indice ifo Business Climate. Indicatore guida del clima di fiducia delle imprese tedesche. Alla luce dei deboli dati cinesi e delle criticità strutturali europee, questo dato avrà un impatto significativo sull'andamento dell'euro (EUR/USD) e degli indici azionari europei.
- A breve (25.08) – USA: Fiducia dei consumatori (Conference Board). Un rapporto che completerà il quadro di mercato relativo alla situazione delle famiglie statunitensi dopo i risultati del settore retail.
