Briefing Mattutino sui Mercati – 2026-09-08

Dopo la chiusura festiva di ieri dei mercati statunitensi, gli investitori globali tornano alle contrattazioni con un netto orientamento "risk-off" (avversione al rischio). La combinazione di crescenti tensioni geopolitiche, bruschi rialzi dei prezzi delle materie prime energetiche e vendite sul mercato obbligazionario detta il passo sui listini mondiali. Alla luce dei rinnovati timori legati all'inflazione, le principali banche centrali – guidate dalla Fed statunitense, dalla Banca Centrale Europea e dalla Bank of Japan – inviano segnali da falco ai mercati, preparando il terreno per ulteriori rialzi dei tassi di interesse.

Scenario Geopolitico

L'escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran rimane al centro dell'attenzione. Le recenti notizie sui raid aerei statunitensi contro obiettivi in Iran e le rinnovate minacce di Teheran di inasprire il controllo sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz hanno innescato un forte shock dell'offerta. Ricordiamo che si tratta di uno dei nodi di transito più importanti per il commercio globale di greggio.

Di conseguenza, all'inizio di settembre i contratti sul greggio Brent sono balzati verso i 94–96 USD al barile, mentre il WTI statunitense ha superato la soglia dei 90 USD, segnando il maggior rialzo giornaliero da diverse settimane. Parallelamente, sul mercato europeo del gas, le quotazioni dei contratti TTF sono salite intorno ai 73–74 EUR/MWh, raggiungendo il livello più alto dall'inizio del 2023. La tesa situazione in Medio Oriente ha spinto anche gli analisti di Goldman Sachs a rivedere moderatamente al rialzo la traiettoria prevista per i prezzi del petrolio nel periodo 2026–2027, citando il rischio di interruzioni prolungate delle forniture. (Fonti: FnNews; TASS; Mitrade; Wall Street Journal; Gate News; Bloomberg; Energy Connects; The Straits Times; Devdiscourse; HDFC Sky; Investing.com; GuruFocus)

In Primo Piano Oggi

  • Ondata globale di vendite: i rendimenti obbligazionari in aumento pesano sui mercati azionari. All'inizio di settembre, il rendimento dei Treasury decennali statunitensi (US 10Y) ha toccato il 4,8–4,81% circa, il massimo dalla fine del 2023. Il mercato del debito è sotto pressione non solo per l'inflazione e la politica della Fed, ma anche per i timori fiscali: il debito pubblico degli Stati Uniti ha recentemente superato la soglia dei 40.000 miliardi di USD, aumentando il premio per il rischio. In risposta ai problemi di liquidità, il Dipartimento del Tesoro USA avvierà dal 9 settembre un programma raddoppiato di riacquisto di titoli a lungo termine (buyback), portando il limite da 2 a un minimo di 4 miliardi di USD per operazione. Questo rally dei rendimenti e il caro greggio hanno trascinato al ribasso i listini azionari: gli indici statunitensi (S&P 500, Nasdaq, Dow) hanno registrato cali compresi tra lo 0,7% e l'1%, l'europeo STOXX 600 è scivolato ai minimi mensili e in Asia Nikkei e Kospi hanno perso fino al 2–3%. (Fonti: CNBC; Gate News; Devdiscourse; Reuters; IndexBox; FinanceFeeds; LapaasVoice; LiveMint; Zacks; MarketScreener; Kitco; TradingEconomics; The Straits Times; Jakarta Post)
  • La Fed pronta ad agire: lo spettro di un rialzo dei tassi USA si fa concreto. I mercati finanziari scommettono con sempre maggiore convinzione su un aumento dei tassi negli Stati Uniti. In base ai dati sui futures (CME FedWatch), gli investitori prezzano attualmente circa il 66–70% di probabilità di un rialzo di 25 punti base nella riunione del 15–16 settembre. Questa narrativa è stata rafforzata da Michael Barr, membro del Consiglio dei Governatori della Fed, il quale ha dichiarato pubblicamente che, se l'inflazione non mostrerà segni di rallentamento, sosterrà una stretta decisa. Barr ha fatto riferimento agli ultimi dati sull'inflazione PCE (Personal Consumption Expenditures, la misura preferita dalla Fed), attestatisi intorno al 3,7% complessivo e al 3,3% core. In questo scenario, il mercato considera il recente rapporto sui Nonfarm Payrolls (NFP — variazione degli occupati nei settori non agricoli) di agosto, con un consensus intorno a +53 mila posti di lavoro, come un fondamentale banco di prova in vista della decisione della Federal Reserve. (Fonti: Wall Street Journal; Investing.com; Gate News; Reuters; Yahoo Finance; Ground News; Morningstar; ADP/CNBC)
  • Lo shock energetico consolida la mossa da falco della BCE. In linea con la tendenza citata ieri, la stima flash preliminare di Eurostat ha confermato l'aumento dell'inflazione IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato) nell'Eurozona al 3,3% a/a ad agosto (rispetto al 2,9% di luglio). Il fattore trainante è stato il balzo dei prezzi dell'energia, saliti del 14,3%. Sebbene l'inflazione core (al netto delle componenti volatili di cibo ed energia) sia scesa leggermente al 2,4%, i mercati finanziari scontano ormai pienamente un aumento del tasso sui depositi della BCE (Banca Centrale Europea) di 25 punti base, portandolo al 2,50% nella riunione del 10 settembre. Diversi membri del Consiglio Direttivo, tra cui Joachim Nagel e Gabriel Makhlouf, hanno confermato apertamente la loro disponibilità a compiere tale passo per evitare che i rincari energetici si trasmettano al resto dell'economia. (Fonti: Eurostat; Reuters; Euronews; RFI; The Peninsula Qatar; Cyprus Mail; Mitrade)
  • La Bank of Japan determinata a proseguire con i rialzi. Dopo la storica uscita dai tassi d'interesse negativi all'inizio del 2024, la BoJ (Bank of Japan) ha aumentato il costo del denaro già cinque volte, portandosi attualmente vicino all'1%. Il Governatore Kazuo Ueda, intervenendo a margine del vertice G20, ha sottolineato che l'inflazione core si sta avvicinando all'obiettivo del 2% e che le condizioni monetarie restano comunque accomodanti. Nel prossimo incontro (17–18 settembre), la BoJ discuterà dei rischi legati alla persistenza di un'inflazione elevata, un elemento che il mercato interpreta come un chiaro segnale in vista di un nuovo rialzo. Inoltre, il membro del board Hajime Takata ha sollecitato pubblicamente una stretta monetaria più flessibile e frequente, abbandonando il rigido ritmo semestrale. (Fonti: Note.com; Euronews; China Daily; CNBC TV18; Investing.com; Nippon.com; Reuters; TradingEconomics)

Sullo Sfondo dei Mercati

  • Dell fa il botto grazie ai server per l'IA. Nel trimestre conclusosi il 31 luglio, la società tecnologica ha registrato ricavi record pari a 47 miliardi di USD (+58% a/a) e un EPS rettificato (Earnings Per Share — utile per azione) di 7,04 USD, battendo nettamente le stime degli analisti. Il vero catalizzatore è il segmento dell'intelligenza artificiale: in un solo trimestre, Dell ha raccolto 60,9 miliardi di USD di ordini per server IA. Questi risultati straordinari hanno spinto il management ad alzare drasticamente la guidance sui ricavi per l'intero anno, portandola da circa 167 a 192 miliardi di USD. (Fonti: Morningstar; Nasdaq; Investing.com; Blockonomi; CRN; Reuters; BTCC; Quartz; Mitrade)
  • Segnali contrastanti dal settore manifatturiero cinese. L'indice PMI ufficiale (Purchasing Managers' Index — indicatore dell'attività del settore) elaborato dall'ufficio statistico NBS è salito a 49,8 ad agosto, indicando ancora una lieve contrazione, sebbene i sottoindici relativi ai nuovi ordini e alla produzione siano riusciti a superare la soglia dei 50 punti, suggerendo un modesto recupero della domanda. Per contro, l'omologo indice privato — RatingDog/S&P Global PMI — ha segnato un solido 51,5, mantenendosi in territorio di espansione per il nono mese consecutivo. (Fonti: ECNS; China Daily; Fibre2Fashion)
  • Fuga di società dalla Borsa di Londra. Il listino britannico continua a fare i conti con un'ondata di acquisizioni che portano al delisting di diverse società. Il consiglio di amministrazione di Gamma Communications ha raccomandato l'offerta di acquisizione da parte del fondo Epiris per circa 1,1 miliardi di GBP, sebbene indiscrezioni di stampa suggeriscano che il fondo Waterland stia valutando un'eventuale controfferta. Parallelamente, Capricorn Energy ha accettato l'offerta della norvegese DNO. Entrambe le operazioni comporteranno l'addio di queste realtà dal London Stock Exchange. (Fonti: London Stock Exchange; The Guardian; City A.M.; Reuters; TradingView)

Da Monitorare

  • 08.09 – Giappone: Dato finale sul PIL del II trimestre. Barometro della solidità dell'economia giapponese, fondamentale per capire se la domanda interna saprà sostenere ulteriori rialzi dei tassi da parte della BoJ.
  • 08.09 – Cina: Bilancia commerciale. Farà luce sullo stato della domanda globale di esportazioni cinesi, fattore che storicamente esercita una forte influenza sulle quotazioni delle materie prime (inclusi rame e petrolio).
  • 08.09 (14:15) – Regno Unito: Discorso del governatore della BoE. L'audizione di Andrew Bailey davanti alla commissione parlamentare del Tesoro offrirà indizi sull'approccio della Bank of England verso l'inflazione.
  • 09.09 (03:30) – Cina: Inflazione CPI. Rilevazione che chiarirà quanto sia ancora radicata la pressione deflazionistica nel Paese del Dragone.
  • 10.09 (14:15) – Eurozona: Decisione della BCE sui tassi d'interesse. L'appuntamento clou della settimana in Europa. Il mercato prevede un rialzo; alle 14:45 seguirà la conferenza stampa della presidente Christine Lagarde con la presentazione delle nuove proiezioni macroeconomiche.
  • 10.09 (14:30) – USA: Inflazione PPI e richieste iniziali di sussidi di disoccupazione. Dati chiave sui costi e sul mercato del lavoro, preludio alle letture sui prezzi al consumo.
  • 11.09 (14:30) – USA: Inflazione CPI. Il dato macroeconomico più importante della settimana negli Stati Uniti: sarà questa pubblicazione a determinare le aspettative dei mercati in vista della decisione della Federal Reserve della prossima settimana.
Jacek Pobłocki
Jacek Pobłocki

Analista Finanziario dei Mercati e dei Titoli
Trader e investitore in borsa, imprenditore.
Fondatore di Akademia ANALIZ — programma proprietario di mentoring individuale e workshop per trader e investitori, attraverso i quali condivide le conoscenze e le analisi pratiche acquisite.

Da oltre un decennio investe attivamente sia nel breve che nel lungo termine. Si occupa dell'analisi quotidiana dei mercati globali, dei principali eventi geopolitici e dei dati fondamentali, oltre alla «localizzazione del Smart Money», monitorando il loro impatto sulle tendenze di borsa dominanti.

Creatore di un proprio sistema di indicatori in grado di rilevare in tempo reale rotture di trend, dinamiche di volume e consolidamenti in formazione.

Laureato in studi post-laurea in "Analista Finanziario dei Mercati e dei Titoli" presso l'Università Kozminski e il Politecnico di Danzica.

Articoli: 446

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