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Il finale di settimana sui mercati è contrassegnato da una netta avversione al rischio e dalla ricerca di beni rifugio. Il principale motore delle vendite di ieri a Wall Street è stato il riaffacciarsi dei timori circa l'effettivo ritorno sugli investimenti dei colossali esborsi delle aziende nell'intelligenza artificiale (IA), un fattore che ha colpito duramente il settore tecnologico. I capitali in fuga dai listini azionari hanno innescato un potente rally sui titoli di Stato statunitensi. Al contempo, gli investitori continuano a fare i conti con le persistenti tensioni geopolitiche, che spingono al rialzo i prezzi delle materie prime, e con nuovi e preoccupanti dati sullo stato di salute dell'economia europea.
Contesto Geopolitico
- Il persistere delle tensioni in Medio Oriente continua a dettare legge sul mercato delle materie prime. Di recente abbiamo evidenziato il crescente premio per il rischio legato alla sicurezza nell'area, e questo trend si è ulteriormente rafforzato in seguito alle notizie di attacchi attribuiti ai ribelli Houthi sul territorio dell'Arabia Saudita. Ciò ha alimentato i timori di potenziali interruzioni nelle forniture. Di conseguenza, il 22 ottobre il prezzo del petrolio Brent ha chiuso a 113,17 USD al barile (toccando i massimi da diversi mesi), mentre il WTI statunitense si è attestato a 99,47 USD. L'entità dell'eventuale impatto sui flussi fisici di greggio rimane incerta, ma la sola paura è sufficiente a mantenere i prezzi su livelli elevati. (Fonti: Reuters; CNBC)
In Primo Piano Oggi
- Un brusco risveglio dall'ottimismo sull'IA colpisce Wall Street. Il 22 ottobre l'indice tecnologico Nasdaq Composite ha perso il 2,6%, mentre il paniere allargato S&P 500 è sceso dell'1,2%. Le vendite sono state innescate dagli investitori che hanno rivalutato le prospettive di spesa per le infrastrutture legate all'intelligenza artificiale. Forti flessioni sono state registrate, tra gli altri, dai titoli di Lam Research (circa il 12% in negativo dopo i commenti del management sui limiti di offerta dei macchinari) e di Meta, che ha chiuso la seduta in netto calo nonostante la precedente pubblicazione di una crescita dei ricavi. (Fonti: Reuters; Investopedia; The Olympian)
- Divergenza sul mercato obbligazionario: difficoltà per la Francia e rifugio sicuro negli Stati Uniti. Come ricordato ieri, avevamo segnalato la storica pressione sui titoli di Stato francesi. Questa tendenza non accenna a diminuire: il rendimento delle obbligazioni decennali francesi ha superato la soglia del 5%, e lo spread (ovvero il premio per il rischio richiesto dagli investitori rispetto ai più sicuri Bund tedeschi) si è avvicinato a 180 punti base (pb). Al contrario, negli Stati Uniti si è assistito a una "fuga verso la qualità" (flight to quality): dopo il sell-off sui titoli tecnologici, i capitali sono confluiti in massa verso i Treasury a 10 anni. Il loro rendimento è sceso di 17 pb giovedì, portandosi al 4,96% in chiusura, registrando il maggior calo giornaliero da agosto 2024. (Fonti: Reuters, Tesoro USA)
- Il rallentamento dell'Europa trascina al ribasso il settore bancario e quello del lusso. Sono stati pubblicati gli ultimi dati relativi agli indici PMI (Purchasing Managers' Index — indice dei direttori degli acquisti). Il dato preliminare dell'indice PMI composito francese è sceso a ottobre a 48,4 punti; un valore inferiore a 50 indica una contrazione dell'attività nel settore privato. L'omologo tedesco è invece calato a 52,8 punti, pur riuscendo a mantenersi in territorio di espansione (sopra 50 punti) per il quarto mese consecutivo. Questo debole contesto macroeconomico si è tradotto in una forte ondata di vendite in Europa: l'indice del settore bancario dell'Eurozona ha ceduto il 4,2% il 22 ottobre (il calo più marcato da marzo), con forti ribassi registrati, tra gli altri, da Bankinter (-7,6%) e Barclays (a seguito di risultati deludenti). La pressione si è fatta sentire anche nel comparto del lusso; le vendite di Hermès sono cresciute del 4,3% (a cambi costanti), attestandosi al di sotto della crescita prevista del 5,2%. (Fonti: Reuters; Sharecast News; Business Times)
In Secondo Piano
- Il mercato del lavoro statunitense si conferma solido. Nella settimana conclusasi il 17 ottobre, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono state pari a sole 194.000 unità, scendendo al di sotto delle 200.000 attese. Questo è un segnale per la Federal Reserve che l'economia mostra ancora resilienza, il che potrebbe ridurre la necessità di tagli aggressivi dei tassi di interesse. (Fonti: U.S. Department of Labor; Reuters; Bloomberg)
- Percorsi divergenti per le banche centrali dei mercati emergenti. La banca centrale delle Filippine ha alzato il tasso di riferimento di 50 pb al 5,50%, in risposta alle pressioni inflazionistiche interne. Al contrario, la banca centrale della Turchia ha tagliato il tasso repo di 100 pb (portandolo al 36%) in un contesto di rallentamento dell'inflazione. La Bank of Korea ha invece optato per una pausa, lasciando i tassi fermi al 3,00% dopo i precedenti aumenti estivi. Ciò dimostra come l'attuale ciclo monetario globale sia fortemente frammentato a seconda delle condizioni locali. (Fonti: Reuters; RTE; Daily Sabah)
- L'autunno caldo penalizza il commercio britannico. Le vendite al dettaglio nel Regno Unito sono scese dello 0,4% su base mensile (m/m) a settembre, un dato peggiore rispetto alle previsioni negative degli economisti. Curiosa la motivazione indicata dall'ufficio nazionale di statistica (ONS): i rivenditori online hanno attribuito i risultati deludenti al clima insolitamente caldo, che ha drasticamente frenato la domanda per i nuovi capi di abbigliamento autunno-inverno. Su base trimestrale, tuttavia, le vendite rimangono in crescita (+0,7%). (Fonti: Office for National Statistics; Reuters)
- SK Hynix sospende i piani per una maxi-IPO. Il colosso sudcoreano dei semiconduttori di memoria ha sospeso la revisione del potenziale round pre-IPO e dell'offerta pubblica iniziale della sua controllata Solidigm. Le indiscrezioni di stampa ipotizzavano una valutazione fino a 150 miliardi di dollari. La decisione è stata motivata dalle difficili condizioni di mercato, sebbene anche le autorità di regolamentazione abbiano espresso perplessità circa la struttura della doppia quotazione (dual-listing). (Fonti: SK hynix Newsroom; Yonhap; CNBC)
Da Monitorare
- 23.10 (10:00 – 15:45) – Eurozona, Regno Unito, USA: Indici PMI compositi (stime Flash). Stamattina sono già stati resi noti i dati di Francia e Germania, mentre nelle prossime ore arriveranno le prime stime per l'intera Eurozona, il Regno Unito e gli Stati Uniti. Questi dati offriranno un quadro sullo stato di salute del settore privato all'avvio del quarto trimestre, influenzando fortemente le quotazioni valutarie (compreso il cambio EUR/USD) e il sentiment sulla crescita economica.
- 23.10 (16:00) – USA: Fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan (dato definitivo). L'attenzione dei mercati si concentrerà non tanto sull'indice generale della fiducia, quanto sulla componente delle aspettative d'inflazione a lungo termine.
- 26.10 (10:00) – Germania: Indice di fiducia delle imprese Ifo. La pubblicazione all'inizio della prossima settimana costituirà un barometro fondamentale per il sentiment delle imprese tedesche. Alla luce dei deboli dati PMI francesi odierni, il mercato sarà particolarmente sensibile allo stato di salute dell'industria tedesca.
- 27.10 (13:30) – USA: Ordinativi di beni durevoli. Il report di martedì rappresenterà un indicatore anticipatore chiave per gli investimenti di capitale aziendali, utile per valutare la reale tenuta dell'economia statunitense tra i timori di un rallentamento.
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