Brief Mattutino sui Mercati – 2026-08-18

Buongiorno! Ieri i mercati hanno vissuto sulle speranze di una conclusione definitiva del ciclo di rialzi dei tassi di interesse negli Stati Uniti, a fronte di dati in indebolimento. Oggi, tuttavia, il quadro si fa molto più complesso. Da un lato, la banca centrale statunitense invia segnali che ricordano che la lotta all'inflazione è ancora in corso, spingendo i rendimenti obbligazionari sui massimi pluriennali. Dall'altro – nonostante gli alti tassi di interesse che teoricamente dovrebbero pesare sugli asset non fruttiferi – assistiamo a uno spettacolare rally dell'oro trainato dai timori geopolitici. Inoltre, in Europa giungono prove concrete della sorprendente resilienza dell'economia dell'eurozona.

Scenario Geopolitico

  • Tregua incerta e retorica offensiva dell'Iran. La situazione attorno allo Stretto di Hormuz rimane tesa. Le notizie d'agenzia relative alla proroga del cessate il fuoco di 60 giorni tra Washington e Teheran sono discordanti: alcune fonti parlano di un accordo, mentre la parte iraniana afferma che gli americani hanno violato l'intesa. Allo stesso tempo, i leader militari iraniani parlano apertamente di un passaggio a una dottrina più offensiva, il che aumenta nettamente il rischio di interruzioni nel transito delle petroliere. Di conseguenza, i prezzi del petrolio Brent si mantengono su livelli relativamente elevati, tra la parte alta degli 80 e la parte bassa dei 90 dollari al barile. (Fonti: Reuters; Anadolu; Rigzone; Lloyd’s List Intelligence).
  • Minacce per la navigazione globale. Le agenzie di rating e i servizi marittimi definiscono sempre più spesso il Mar Nero come un bacino a rischio nettamente elevato. Ciò si traduce in un forte aumento degli implied spreads (premi impliciti) per il rischio di guerra, colpendo in particolare la cosiddetta "flotta ombra" che trasporta petrolio russo. Nel frattempo, in Medio Oriente, nelle prime due settimane del blocco saudita, il traffico attraverso il fondamentale stretto di Bab al-Mandeb è rimasto sorprendentemente stabile (circa 270 navi a settimana), nonostante il rischio di attacchi sia ancora valutato come molto alto. (Fonti: S&P Global; IEA; Lloyd’s List Intelligence).

In Primo Piano Oggi

  • L'ala da falco della Fed e i massimi pluriennali dei rendimenti obbligazionari. Sebbene nell'ultima riunione il Federal Open Market Committee (FOMC) abbia mantenuto l'intervallo obiettivo per il tasso sui federal funds al 3,50–3,75%, i dettagli del voto mostrano che all'interno della Federal Reserve non vi è pieno consenso. Ben tre membri (Beth Hammack, Lorie Logan e Neel Kashkari) si sono espressi a favore di un ulteriore rialzo di 25 punti base. Il tasso effettivo sui federal funds (EFFR) si mantiene stabilmente intorno al 3,63%. In combinazione con queste informazioni, il mercato obbligazionario sta vivendo una massiccia ondata di vendite (i prezzi dei titoli scendono e i rendimenti salgono). I rendimenti dei titoli decennali statunitensi si sono avvicinati al 4,7% (il livello più alto dal 2007), mentre per le nuove emissioni di titoli del Tesoro a 30 anni hanno superato il 5,2%. Questo trend non risparmia il Giappone, dove il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni è balzato a circa il 2,9%, toccando livelli mai visti dalla fine degli anni '90. (Fonti: BMO Economics; TechBullion; MNI; EBC.com; CNBC).
  • L'oro ignora la gravità del mercato. Tradizionalmente, quando i rendimenti dei titoli di Stato aumentano, l'oro perde appeal. Attualmente, tuttavia, il metallo prezioso è risalito vicino ai 4.400 USD l'oncia, guadagnando l'8–9% in un lasso di tempo brevissimo. Gli investitori considerano chiaramente il metallo come un bene rifugio (safe haven), soppesando i rischi geopolitici e l'instabilità delle rotte commerciali globali più del costo opportunità di mantenere il capitale in un contesto di tassi elevati. (Fonti: TradingKey; FSM Global; Finance Intelligence Brief).
  • L'eurozona sorprende per la sua resilienza e consolida le aspettative di un rialzo della BCE. Eurostat ha confermato quanto accennato in via preliminare ieri: nel secondo trimestre del 2026 l'economia dell'eurozona è cresciuta dello 0,4% su base trimestrale e dell'1,0% su base annua. Si tratta di un risultato nettamente superiore alle precedenti previsioni di mercato (che stimavano circa lo 0,2%). Un'economia solida dà alla Banca Centrale Europea (BCE) il via libera per combattere l'inflazione: attualmente i sondaggi tra gli economisti e il mercato dei futures prezzano con circa l'80% di probabilità un rialzo dei tassi BCE di 25 punti base a settembre. L'ottimismo si riflette anche negli utili societari: gli analisti hanno significativamente alzato le previsioni di crescita degli utili per le aziende dell'indice europeo STOXX 600 da percentuali a una cifra o poco più del 10% fino al 20–23% a/a. (Fonti: Eurostat; Reuters; Morningstar; FactSet).
  • Rinascita dei mercati emergenti, ma solo nel settore del debito. Dopo due mesi di deflussi, a luglio i mercati emergenti (Emerging Markets – EM) hanno registrato afflussi netti di portafoglio positivi per circa 18,8 miliardi di USD. Fatto interessante, il capitale si orienta esclusivamente verso asset più sicuri: i mercati obbligazionari hanno attirato 26,7 miliardi di USD, mentre dai mercati azionari sono stati ritirati quasi 8 miliardi di USD. L'appetito degli investitori per rendimenti più elevati viene sfruttato massicciamente dai governi dei paesi in via di sviluppo, che finora hanno emesso obbligazioni per un importo cumulativo record di 187 miliardi di USD. (Fonti: Reuters; WEEX).

Sullo Sfondo dei Mercati

  • Torna la pressione sullo yen giapponese. La divergenza di politica monetaria tra Stati Uniti (mantenimento di tassi elevati) e Giappone (approccio ultra-accomodante) continua a plasmare il mercato valutario. All'inizio della seconda metà di agosto, il cambio USD/JPY è risalito verso l'area 159–160, toccando i massimi mensili dopo il precedente intervento delle autorità nipponiche. (Fonti: Investing.com; RoboForex).
  • I costruttori edili statunitensi tagliano i prezzi. Il settore immobiliare statunitense, sensibile al costo del credito, è ancora alla ricerca di un equilibrio. Secondo le ultime analisi sul mercato dell'edilizia unifamiliare, circa un terzo dei costruttori statunitensi è costretto ad attirare i clienti con sconti sui prezzi. L'entità media dei tagli è di circa il 6%. (Fonti: Faribai).
  • Attese per un rimbalzo dell'inflazione in Canada. Il Canada attende i dati ufficiali sull'inflazione CPI di luglio. Gli analisti stimano che, dopo un periodo di calo, l'indice rimbalzerà dal 2,8% a circa il 2,9% a/a, trainato principalmente dai prezzi della benzina, più alti di quasi un quarto su base annua. Le misure di inflazione core preferite dalla Bank of Canada dovrebbero rimanere stabili. (Fonti: The Epoch Times Canada; TD Securities).
  • Graduale raffreddamento del mercato del lavoro britannico. Le analisi disponibili indicano che nel secondo trimestre il tasso di disoccupazione nel Regno Unito è salito attorno al 4,9–5,0%. Le retribuzioni di base crescono a un ritmo di circa il 3,5%. Si tratta di segnali che potrebbero offrire un certo sollievo alla Bank of England nella sua lotta contro le pressioni inflazionistiche interne. (Fonti: Gov.scot; MarketingNewscast).
  • L'S&P 500 ignora i rendimenti elevati. Nonostante il difficile contesto macroeconomico, i principali indici di Wall Street mostrano una straordinaria tenuta. L'S&P 500 è estremamente vicino ai massimi storici, registrando chiusure record negli ultimi giorni e solo lievi variazioni piatte nelle sedute successive. (Fonti: Reuters; CNBC).

Da Monitorare

  • 18.08 (Oggi) 14:30 – USA: Nuovi cantieri residenziali e permessi di costruzione. Il report mostrerà il reale stato di salute del settore immobiliare statunitense.
  • 18.08 (Oggi) 15:15 – USA: Produzione industriale e utilizzo della capacità produttiva. Un indicatore fondamentale dello stato di salute del settore manifatturiero nella prima economia mondiale.
  • 19.08 (Mercoledì) 08:00 – Regno Unito: Inflazione al consumo (CPI). Dato di luglio che avrà un impatto diretto sulle decisioni della Bank of England.
  • 19.08 (Mercoledì) 11:00 – Eurozona: Dato finale sull'inflazione HICP. Conferma del ritmo di disinflazione in vista della riunione chiave della BCE a settembre.
  • 19.08 (Mercoledì) 20:00 – USA: Verbali della riunione del FOMC (Minutes). Date le divergenze di voto (9 a 3 per un rialzo), gli investitori analizzeranno attentamente le discussioni dei membri della Fed sul bilancio dei rischi.
  • 20.08 (Giovedì) 03:15 – Cina: Decisione della PBoC (Banca Popolare Cinese) sui tassi LPR. I mercati attendono possibili misure di stimolo per sostenere un'economia in rallentamento.
  • 21.08 (Venerdì) 09:30 – 15:45 – Indici PMI globali. Stime flash sullo stato delle economie (Germania, Eurozona, Regno Unito, USA) verso la fine dell'estate.

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