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Buongiorno! Iniziamo una nuova settimana sui mercati, in cui si delineano chiaramente i temi principali che guidano i flussi di capitale. Da un lato, gli investitori si convincono sempre più che la Federal Reserve statunitense (Fed) abbia concluso il suo ciclo di rialzi dei tassi di interesse, pesando sul dollaro. Dall'altro, i dati macroeconomici deboli provenienti dalla Cina sollevano preoccupazioni sulla salute della seconda economia mondiale. Inoltre, i mercati delle materie prime inviano segnali contrastanti: il petrolio tira il fiato dopo il recente rally, mentre il rame si avvicina ai massimi storici a causa di problemi sul fronte dell'offerta.
Quadro Geopolitico
Le tensioni in Medio Oriente, in particolare attorno all'Iran e allo Stretto di Hormuz, rimangono uno sfondo significativo per i mercati delle commodity. Sebbene negli ultimi giorni non si sia verificata un'escalation drastica, il rischio di interruzioni delle forniture è sufficientemente reale da spingere i Paesi importatori ad adottare misure preventive. Ad esempio, l'India ha deciso di fissare un obiettivo massimo di produzione giornaliera di GPL a circa 63.810 tonnellate per le proprie raffinerie, al fine di proteggere il mercato interno da eventuali shock dell'offerta nel Golfo Persico. (Fonti: Reuters).
In Primo Piano Oggi
- Il mercato perde fiducia in un rialzo della Fed a settembre e il dollaro si indebolisce. Dopo i dati sull'inflazione al consumo (CPI) statunitense della scorsa settimana, risultati moderati, gli investitori hanno ridimensionato nettamente le aspettative per una nuova mossa della Federal Reserve. La probabilità di un rialzo dei tassi a settembre è scesa a circa un terzo. Gli analisti di Goldman Sachs ritengono addirittura che il mercato stia ancora prezzando la Fed in modo troppo restrittivo (hawkish), soprattutto alla luce dell'indebolimento dei dati macroeconomici USA. Di conseguenza, l'indice del dollaro statunitense (DXY), che misura la forza del biglietto verde rispetto a un paniere di valute principali, è sceso verso quota 100 punti, mentre i rendimenti dei titoli di Stato USA sono calati. (Fonti: Reuters; CNBC; Investing.com; Bloomberg).
- L'economia cinese rallenta nettamente, deludendo i mercati. I dati di luglio del Paese del Dragone, attesi con grande attenzione, sono risultati molto più deboli del consenso di mercato. La produzione industriale è cresciuta del 4,5% su base annua, mentre le vendite al dettaglio sono aumentate di appena lo 0,6% a/a. A titolo di promemoria, i dati ufficiali per la prima metà dell'anno mostravano una crescita del PIL del 4,7%. Le letture attuali indicano una persistente debolezza della domanda interna e degli investimenti. I dati negativi cinesi rappresentano un potenziale freno per la crescita globale e per i Paesi esportatori verso l'Asia. (Fonti: National Bureau of Statistics of China; Reuters; Financial Times).
- L'Eurozona cresce, consolidando le aspettative di un rialzo della BCE. In controtendenza rispetto al rallentamento cinese e alla svolta accomodante negli USA, l'Europa mostra solidità. La seconda stima di Eurostat ha confermato una crescita del PIL dell'Eurozona dello 0,4% su base trimestrale nel secondo trimestre dell'anno in corso. Una crescita economica più robusta offre alla Banca Centrale Europea (BCE) margine di manovra per continuare la lotta contro l'inflazione. Secondo i sondaggi tra gli economisti, il mercato si aspetta un ulteriore, ultimo rialzo dei tassi da parte della BCE a settembre, a cui dovrebbe seguire una pausa prolungata. Questa prospettiva sostiene le quotazioni della moneta unica (EUR) e della sterlina britannica (GBP). (Fonti: Eurostat; Reuters; Trading Economics).
- Il rame vicino ai massimi storici a causa di un mercato sotto pressione. Le quotazioni del rame sul Comex hanno superato la soglia dei 6,70 USD per libbra, avvicinandosi ai record storici. È interessante notare che, sul London Metal Exchange (LME), gli spread di tipo cash-to-3M (la differenza tra il prezzo spot della materia prima e quello del contratto a tre mesi) sono saliti ai massimi da diversi anni. Tale situazione (la cosiddetta backwardation) segnala un mercato estremamente teso e una carenza di materiale fisico per consegna immediata. Ciò deriva, tra l'altro, dalla pressione sull'offerta di rame raffinato in Cina e dal taglio delle stime di produzione da parte del colosso cileno Codelco. (Fonti: MINING.COM; Bloomberg; Trading Economics).
- Il petrolio prende fiato dopo il rally geopolitico. La scorsa settimana il Brent europeo ha testato l'area degli 89–91 USD al barile, spinto dai timori per l'offerta dal Medio Oriente. Tuttavia, negli ultimi giorni si è assistito a una correzione: il Brent è sceso verso gli 87,9 USD e il WTI statunitense intorno agli 82 USD. Sebbene il premio per il rischio geopolitico legato all'Iran rimanga incorporato nei prezzi, gli investitori hanno iniziato a soppesare maggiormente le prospettive di indebolimento della domanda globale, soprattutto nel contesto dei deludenti dati cinesi. (Fonti: Reuters; Fortune; HDFCSky).
Sullo Sfondo dei Mercati
- Le borse europee aprono in rialzo. Nonostante i timori per la Cina, il sentiment in Europa rimane positivo. Gli indici STOXX 600, il DAX tedesco e il FTSE 100 britannico hanno avviato la seduta odierna in rialzo. A guidare i guadagni è stato il settore delle materie prime (Basic Resources), sostenuto dagli alti prezzi dei metalli industriali. I mercati azionari beneficiano anche di un leggero calo dei rendimenti dei titoli di Stato europei dai recenti picchi. (Fonti: Reuters; Investing.com).
- Divergenza asiatica: l'AI contro la debolezza economica. Sui mercati asiatici si osserva una netta spaccatura. Da un lato, il Nikkei 225 giapponese e il Kospi coreano hanno registrato forti rialzi, trainati dal rally del comparto dei semiconduttori, dall'ottimismo intorno all'intelligenza artificiale (AI) e dalle aspettative più accomodanti sulla Fed. Dall'altro, i principali indici della Cina continentale e la borsa di Hong Kong (Hang Seng) hanno segnato perdite, reagendo direttamente ai deboli dati sull'attività economica di luglio. (Fonti: CNBC; Reuters; STL.News).
- PIL giapponese senza fuochi d'artificio. I dati preliminari sulla crescita economica del Giappone per il secondo trimestre hanno mostrato una crescita annualizzata dell'1,1%, risultando inferiore alle attese. Sul dato hanno pesato soprattutto i consumi privati deboli e i minori investimenti delle imprese. La crescita è stata sostenuta principalmente dalla spesa pubblica e dalle esportazioni nette. Si tratta di un segnale importante per la Bank of Japan, che monitora attentamente la tenuta della domanda interna in vista di eventuali, ulteriori rialzi dei tassi d'interesse. (Fonti: Cabinet Office, Government of Japan; Reuters).
Da Monitorare
Questa settimana l'attenzione dei mercati si sposterà sui dettagli delle banche centrali e sui più recenti indicatori anticipatori del ciclo economico (PMI).
- 17/08 (Oggi) 14:30 – Canada: Inflazione al consumo (CPI) di luglio. Report chiave per il dollaro canadese, che plasmerà le aspettative per le prossime decisioni della Bank of Canada.
- 19/08 (Mercoledì) 11:00 – Eurozona: Dato finale dell'inflazione HICP. Verifica delle letture preliminari. Gli investitori cercheranno la conferma che la disinflazione stia procedendo a un ritmo tale da consentire alla BCE una pausa dopo un eventuale rialzo a settembre.
- 19/08 (Mercoledì) 20:00 – USA: Verbali della riunione del FOMC (Minutes). L'evento più importante della settimana. Il mercato analizzerà ogni parola del resoconto della riunione di luglio della Fed, alla ricerca di conferme sulla conclusione del ciclo di rialzi attualmente prezzata.
- 20/08 (Giovedì) 03:15 – Cina: Decisione della PBoC sui tassi di riferimento LPR. Il fixing mensile dei tassi di interesse di riferimento. Dopo i pessimi dati su vendite e produzione, il mercato guarderà a qualsiasi tentativo di stimolo dell'economia da parte della banca centrale cinese.
- 21/08 (Venerdì) 01:30 – Giappone: Inflazione al consumo (CPI). Lettura importante per valutare la disponibilità della Bank of Japan a inasprire la politica monetaria, soprattutto alla luce della debolezza della domanda interna evidenziata dai dati sul PIL.
- 21/08 (Venerdì) 09:30 – 15:45 – Indici PMI globali (Germania, Eurozona, Regno Unito, USA). Le letture preliminari di agosto offriranno un primo quadro sullo stato di salute del settore manifatturiero e dei servizi nelle principali economie verso la fine dell'estate.
